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Lavoro o amore? …Entrambi!

Amore solido e lavoro di successo, un connubio perfetto per vivere la vita che tutto vorremmo. Ma cosa succede se uno dei due aspetti ci induce a dedicare più tempo e attenzione dell’altro? Quali sono le principali difficoltà di chi si trova a mediare tra lavoro molto impegnativo e amore?

Una delle difficoltà principali è che l’altro si senta trascurato oppure peggio ancora non capisca la necessità di sviluppo di carriera del partner e si senta di arrivare sempre in seconda posizione rispetto al lavoro. Invece lavoro e relazioni viaggiano su due classifiche separate, non esiste sfida! Questa infelicità, senso di abbandono sarà tanto più presente se l’altro non ha desideri di carriera, se fa un lavoro che non ama, oppure se si trova in una posizione lavorativa molto inferiore rispetto al partner.

Per chi si trova ad affrontare il connubio la difficoltà sarà quella di destreggiarsi bene nei tempi e nell’attenzione al partner, senza farsi sopraffare da inutili sensi di colpa continui che non gioveranno ne al lavoro ne alla relazione.

Bisogna avere rispetto e cercare di non accentrare tutto su di sé e sulla propria carriera, evitare di vivere due vite separate: è molto importante coinvolgere il nostro partner sui temi del nostro lavoro, senza assillarlo, ma dandogli la sana e giusta possibilità di comprendere cosa stiamo vivendo, che obiettivi ci siamo dati, che difficoltà stiamo incontrando, con quali colleghi/ superiori/ collaboratori ci relazioniamo, così per lui sarà più facile comprendere anche i nostri stati d’animo, le nostre tensioni, i nostri malumori.

Evitiamo di parlare in codice o di gestire le telefonate con i colleghi, soprattutto se in orari strani, di la stessa segretezza con cui gestiremmo la telefonata con un amante… eviteremo di far nascere gelosie e pensieri strani.

Scriviamoci gli impegni con il partner in agenda con la stessa cura con cui segniamo gli appuntamenti di lavoro, nei periodo di pieno lavoro e di tensione è facile dimenticare anniversari, compleanni, impegni. Evitiamo l’effetto boomerang di caricare sugli amici tutte le tensioni di coppia, e quindi lasciandolo all’oscuro di tante cose pensando che il partner non possa capire… creeremo delle crepe nella relazione. La verità può essere dolorosa ma è sempre la scelta migliore.

Ricercare l’equilibrio tra amore e lavoro può essere complicato in alcuni casi ma sapere che l’equilibrio tra questi due aspetti esiste può aiutarci a capire che si può ottenere.

Ecco per voi alcuni consigli:

  • Non viversi come soggetti separati tra due realtà diverse ma cercare di comporre una vita in cui il lavoro e le relazioni sono ugualmente importanti, ricordandosi che la vita relazionale e affettiva è fondamentale per la sopravvivenza di chiunque e che per questo motivo è nostra responsabilità impegnarci per farla funzionare.
  • Stop al pensiero Crisi relazionale = avanzamento di carriera, è una bufala, un modo sbagliato di farci credere che per forza bisogna sacrificare qualcosa, non è per forza vero, se i sentimenti sono buoni, se si lavora per ritagliarsi il tempo necessario, se c’è condivisione e rispetto, allora si potrà mantenere il tutto in equilibrio. Festeggiamo insieme al nostro partner ogni traguardo raggiunto lavorativamente, sempre con lo spirito di non escluderlo.
  • Ricordiamoci di partecipare a nostra volta alla vita lavorativa del nostro partner, facendo domande e interessandoci genuinamente, festeggiando anche i suoi successi. Far funzionare una storia d’amore è impegnativo e non sempre semplice, indipendentemente dalla pressione del lavoro, è il progetto di una vita e per questo va portata avanti con amore, rispetto e sincerità, con questi 3 ingredienti di base tutto sarà molto più semplice.
  • Non aspettiamoci che il partner “lo debba sapere” o “se lo sarebbe dovuto immaginare”, cominciamo la buona abitudine di dire cosa non va, cosa ci occorre, cosa desideriamo, cosa ci fa paura, cosa amiamo, le aspettative hanno il potere di distruggere ogni cosa. Se ad esempio il nostro partner fa un lavoro molto diverso dal nostro, come possiamo aspettarci che conosca le dinamiche del nostro lavoro, i tempi e le modalità?

Affermiamo quindi ora il nostro nuovo paradigma: buona relazione di coppia + buona situazione lavorativa = si può fare!

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